Si tratta di cadere nel buco nero dell’accondiscendenza, di assumere l’identità di chi gli altri si aspettano che tu sia. Un buco nero, quello della proiezione su di te di aspettative, dotato di una forza attrattiva tale da farti dimenticare, nonostante la tua centratura, l’immagine del tipo di persona che sai di essere.
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Ottimizzare le risorse per massimizzare il risultato
A livello della realtà materiale il problema è in una gestione non ottimizzata delle risorse a disposizione. Per gestione ottimizzata delle risorse intendo un’analisi accurata dei punti di forza che quella specifica risorsa possiede e la sua collocazione per far in modo che quei punti di forza possano esprimersi nel modo più completo possibile. Questo implica strutturare intorno a quella specifica risorsa un ambiente che le permetta di esprimersi al meglio.
ESSERE AUTENTICI: definisci il tuo messaggio ad alto impatto
L’atteggiamento del creativo in risposta a questa forma pensiero inconscia che viene proiettata su di lui è quella di voler legittimare il suo valore mostrando di essere “competente”, di saper usare in modo efficace gli strumenti e le tecniche che pensa siano gli strumenti e le tecniche che le persone “celebri” della sua nicchia ritengono valide.
INCARNA IL TUO Sé SUPERIORE: la frequenza della Regina
La sfida è mantenere confini solidi per restare fedeli a se stessi e all’integrità del proprio progetto creativo o soccombere agli standard dettati da altri. La sfida attraversa molti change makers quando propongono un progetto diverso da quello che c’è già, lontano dalle aspettative del mercato. Dietro questo tipo di comportamento c’è un’ energia molto definita che agisce
VISION: l’energia nascosta di un piano d’azione vincente
La vision ti impedisce di disperdere energie, risorse, tempo e soldi in azioni che servono solo a tamponare procrastinando la soluzione vera al problema di base: costruire un pubblico che ti segua davvero. E l’unica ragione perchè il pubblico ti segue davvero è perchè condivide con te quella vision, perchè quella tua indignazione diventa la sua indignazione polarizzando o galvanizzando il suo interesse e le sue risposte comportamentali. Non solo.
L’ENERGETICA DELLA COMUNICAZIONE INTENZIONALE: connettersi con l’audience.
Hai un talento innato per intercettare quello che le persone vogliono e hai dentro come una sorta di programmazione inconscia che ti fa rispondere alle loro richieste anche se le persone non le hanno ancora verbalizzate. Ma non si tratta solo del dare: a differenza degli altri, come nel film Zelig di Woody Allen tu DIVENTI quello che l’altro vuole.
CASE STUDY. Ridefinire il proprio messaggio: il percorso di D.
D. * è un regista* indipendente conosciuto e stimato nella sua nicchia per commedie vivaci dai tratti esilaranti. Negli ultimi due anni D. si è confrontato con vicende private che lo hanno profondamente trasformato e ora sente di voler condividere questa nuova sensibilità con il suo pubblico. D. è il tipo di creativo che senteContinua a leggere “CASE STUDY. Ridefinire il proprio messaggio: il percorso di D.”
CREATIVI AL PROSSIMO LIVELLO: ricalibrare l’immagine di sè.
Il successo del tuo progetto creativo è tua RESPONSABILITÀ. Questo vuol dire che NON dipende da cause esterne. Ciò che va ricalibrato non sono le circostanze, non è quello che fai ma ciò che deve essere ricalibrato è quello che sei. La tua identità ha bisogno di espandersi accedendo ad un livello più ampio dove i risultati che vuoi ottenere esistono già in forma non di problemi ma di soluzioni.
VESTITI E IMMAGINE DI SE’: incarnare e irradiare autenticità al prossimo livello.
Il vero problema è l’immagine interna che abbiamo di noi stessi e che, quindi, proiettiamo all’esterno ATTRAVERSO il linguaggio verbale e non verbale con cui proponiamo la nostra professionalità. Dai tre ai cinque secondi: è questo l’intervallo di tempo che le persone impiegano per dare un giudizio sulle caratteristiche personali e professionali di chi si ha davanti
DEFINIRE IL PROPRIO MESSAGGIO: richiamare a sé il proprio potere.
Molti enti culturali e artistici lavorano in queste condizioni navigando a vista per restare a galla. Non si tratta di una pubblicità inefficace, di un pubblico e di artisti che devono essere incentivati. Il problema, a livello profondo, è continuare a credere che arte e cultura siano puro intrattenimento piuttosto che cardini formativi per le persone.