ALFABETIZZAZIONE CULTURALE E SENSORIALE DEL LEADER CREATIVO: un processo di apprendimento continuo

La tua carriera con le sue possibilità di impatto sempre più ampie si evolve di pari passo con il tuo processo di crescita attraverso lo sviluppo del tuo livello di coscienza. Per te che hai la creatività come mezzo privilegiato di espressione, l’evoluzione del tuo livello di coscienza passa attraverso il nutrimento profondo della tua ispirazione creativa. Creare qualcosa di utile e di grande che abbia un effetto importante di evoluzione nella vita del tuo pubblico implica un investimento costante sul tuo personale processo di crescita. Investire nella propria continua alfabetizzazione culturale e sensoriale è ciò che può fare tutta la differenza nella qualità di ciò che proponi al pubblico e nel tuo posizionamento come creativo di livello.

Il problema è che, nella nostra società, più si sale di livello in questo processo di crescita, più le fonti di ispirazione da cui attingere questa crescita, diventano difficilmente reperibili. La qualità di ciò che viene spacciato per prodotto culturale artistico è in sensibile declino rispetto al passato e i luoghi che dovrebbero custodire e continuare a generare questi prodotti di livello diventano troppo spesso un parco divertimenti dagli sgargianti rivestimenti in plastica: tutti inesorabilmente vuoti e copie le une degli altri.

La conseguenza di questo è che attingere a qualcosa di qualità per affinare il nostro senso artistico e il nostro gusto richiede tempo e un investimento cosciente sul tipo di cose a cui ci esponiamo e di cui facciamo esperienza.

Molto spesso è ai margini della cultura che avvengono i fenomeni più importanti da cui noi Leader Outsider possiamo ricevere nutrimento: una mostra organizzata da una piccola fondazione su artisti sconosciuti, un film realizzato da un regista indipendente autofinanziato o con low budget, una rassegna gestita da una biblioteca locale, oggetti di design esposti in un mercato vintage di provincia, un ristorante in un vicolo appena fuori dal centro, una bottega artigiana a conduzione familiare…

Ecco qualche spunto da cui partire:

  • impegnarsi attivamente per costruire una conoscenza storica del proprio settore da intenditore: chi ha dato vita a quel settore, qual era il contesto storico sociale in cui quell’idea è nata, a quali esigenze della società rispondeva, quali sono, se ci sono, le controculture all’interno di quel settore, chi sono stati gli emarginati di quel settore, quale messaggio portavano, chi sono stati gli innovatori, cosa hanno aggiunto o cosa hanno tolto al settore per renderlo quello che è oggi
  • assicurarsi di esporsi ad esperienze sensoriali che coinvolgano i prodotti artistici del proprio campo e affini: se si è un designer nel settore della moda si ha a che fare con tutto ciò che è visivo e tattile principalmente quindi, ad esempio, ci si potrebbe esporre a realtà visive e tattili visitando un quartiere con edifici particolari e sentire l’effetto che quegli edifici generano sui propri sensi, visitare una pinacoteca che permetta di osservare da vicino la densità del colore e del tratto usato dagli artisti, andare in una bottega artigiana che lavora il vetro o il legno e osservarne il processo di produzione e manipolazione dei materiali…
  • sviluppare senso critico nel mondo dello stile e dell’espressione personale: evitare di accontentarsi di ciò che è immediatamente reperibile e cercare ciò che è di nicchia, nascosto, in qualità limitata, per addetti ai lavori. Questo in ogni campo del quotidiano, non solo rispetto al lavoro ma per esempio, nel proprio modo di viaggiare, di scegliere gli abiti, gli oggetti della casa, i luoghi che si frequentano. Muovere la propria energia diventando segugi delle cose di qualità, di quelle cose che hanno un intento, un messaggio, che fanno riferimento a valori che condividiamo profondamente.
  • Adeguare il proprio vocabolario scegliendo con cura le parole con cui ci si esprime: assicurarsi di conoscere il più possibile le sfumature di significato dei termini che si è soliti usare e di non lasciare al caso i termini con cui si comunicano le proprie idee. Diventare raffinati e cercare quelle parole che connotano al meglio i propri pensieri. Tornare a leggere romanzi i cui autori hanno conoscenza e padronanza della lingua, uno stile di scrittura in cui ci si riconosce, non solo una storia bella ma anche ben scritta con le sfumature migliori. Assicurarsi poi che lo stile della propria comunicazione contenga l’energia che si vuole esprimere, quella che si vuole arrivi agli altri, quella per cui si vuole essere conosciuti, per cui essere riconosciuti come unici.

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