Ogni atto emana un’energia specifica. Ogni performance coinvolge la nostra energia e quella del pubblico che vi assiste. In ogni performance il messaggio che immettiamo all’interno dello spazio della performance stessa si aggancia e nutre uno specifico campo morfogenetico in grado di alterare la nostra energia e quella del nostro pubblico.
Ma le nostre performance non si collocano solo all’interno del luogo energetico delimitato dallo spazio fisico in cui quella performance avviene. Le nostre performance si collocano all’interno di uno spazio energetico più vasto.
1.Energie sottili contrarie.
L’effetto energetico che la nostra performance genera attraverso il suo messaggio e ciò che, attraverso quel messaggio evoca nel pubblico, ha una specifica frequenza che può attivare nell’ambiente intorno energie sottili contrarie. Queste energie sottili possono essere pensate, nel migliore dei casi, come sentinelle che hanno l’interesse di mantenere l’energia costante impedendo qualsiasi forma di innalzamento. Il modo che hanno queste energie sottili di agire per mantenere i livelli energetici della performance e del pubblico tarati sul livello di partenza è quello di ripulire l’energia in surplus che si genera assorbendola su di loro, generando, nel creativo e nel pubblico, una sensazione di svuotamento energetico con vari correlati dal punto di vista delle sensazioni emotive e fisiche provate.
Da Leader creativi Ousider che sono qui per rompere le regole dello status quo e generare un impatto di profonda trasformazione nel proprio pubblico, tenere in considerazione questi aspetti e adottare delle pratiche che permettono di preservare la portata dei nostri progetti creativi non è un elemento che può essere trascurato.
2.Creare spazi protetti.
Creare un cerchio di protezione intorno allo spazio della performance è una tattica antica che ci aiuta a preservare la qualità del campo energetico in cui immettiamo il nostro messaggio. In CPID crediamo nello sviluppo dell’autonomia del Leader, della sua sovranità individuale, delle sue capacità percettive superiori. Per questo non forniamo un set di istruzioni specifico su come creare un cerchio di protezione. Quello che insegniamo agli allievi sono gli elementi che un buon cerchio di protezione dovrebbe contenere lasciando al sentire del Leader quello che praticamente deve fare per creare il cerchio.
3.Creare un cerchio di protezione: step di base
- pulire la propria energia assicurandosi di portarla ad un livello di neutralità
- proteggere la propria energia per evitare di prendere su di sé informazioni energetiche indesiderate che potrebbero alterare la qualità di base della propria energia
- nello spazio vuoto della performance sentire la qualità energetica dello spazio per come arriva ai sensi: può arrivare sotto forma di luce, colore, vibrazione, risposta corporea, risposta cinestesica
- creare il cerchio lungo il perimetro dello spazio in cui avverrà la performance: ci si può appoggiare a degli oggetti fisici, a dei simboli o alla sola visualizzazione di quello spazio protetto
- assicurarsi che il cerchio sia chiuso rimarcando i punti in cui ci sembra che ci sia più bisogno di energia e di cura
- effettuare la performance e, a pubblico uscito, iniziare una procedura per togliere il cerchio. Questa procedura prevede: una forma di ringraziamento dello spazio che ha ospitato la performance, un lasciar andare l’energia accumulata al suo interno liberando lo spazio e la rimozione vera e propria del cerchio.
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