ART INSPO: Ludovico II di Baviera

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*Ludovico II di Baviera nasce in un cielo di fine Agosto del 1845 incarnando una signatura energetica che lo annovera nella schiera dei sognatori.

E precisamente questa è stata la sua vita e l’intento dietro le sue scelte: portare nella realtà il sogno, realizzare e creare, in virtù del suo ruolo di sovrano, un regno fatto di Bellezza dove l’arte, in tutte le sue espressioni, potesse restare per l’eternità.

La nascita stessa di Ludovico sembra essere avvolta da una mitologia propria. Non sappiamo con esattezza la data: quello che la storiografia riporta è in realtà la data di nascita di suo nonno Ludovico I di Baviera che si è imposto per fare in modo che il primogenito di suo figlio e futuro re portasse come eredità il suo nome e condividesse con lui il giorno dela sua nascita, giorno festeggiato in onore di san Ludovico.

Educato in modo ferreo al mestiere di sovrano, Ludovico II prendeva con grande responsabilità il fatto di diventare re e lo considerava come il suo ruolo e destino. Cresciuto immerso nella cultura dei grandi ideali medioevali e nella mitologia del popolo germanico, una volta salito al trono, avviò una politica di grande attenzione alla costruzione del patrimonio culturale e artistico de la Baviera. Pose fine ala rigida censura, ripristinò i diritti civili, liberò dei prigionieri politici: il suo obiettivo era restituire al suo popolo la bellezza dello spirito tedesco attraverso l’arte.

Questo obiettivo era talmente radicato in lui da superare l’interesse pratico di governare il paese. Il suo intento era così elevato che poco si conciliava con la realtà di un mondo che procedeva verso gli ideali del Risorgimento che avrebbero portato alla nascita della Federazione Germanica. La sua volontà di creare opere artistiche che restassero per l’eternità, di cui il sodalizio con il musicista Wagner ne fu una delle espressioni, finì presto con il far diventare scomodo questo sovrano a chi invece aveva altri piani e visioni per il regno. Per finanziare le sue opere Ludovico non badava a spese sapendo che stava lasciando un’eredità che guardava lontano negli anni. Questo fu l’ancoraggio che lo portò alla rovina.

L’impero tedesco doveva nascere e la Baviera non poteva non annettersi. Guglielmo I di Prussia doveva diventare il Kaiser di una grande confederazione che sarebbe diventata la Germania. Ludovico, preso nella morsa dei debiti, fu costretto a firmare un accordo: gli sarebbero state elargite grandi quantità di denaro per continuare a costruire i suoi castelli a patto di far diventare la Baviera uno stato vassallo della nascente confederazione. Il suo sogno era troppo importante e lungimirante.

Ma, come accade spesso per i grandi sognatori, è difficile trovare supporto all’esterno e presto, Ludovico si ritrovò, anche per sua stessa volontà, isolato. Immerso ancora di più nel suo mondo di sogno, decise che, se non poteva essere re nel mondo reale, avrebbe costruito un regno alternativo dove la sua sovranità sarebbe stata indiscussa e la bellezza avrebbe regnato. In quel mondo la maestosità dei grandi re del passato nel cui culto era cresciuto, sarebbe stata oggetto di ammirazione per il suo popolo attraverso la bellezza dei castelli che avrebbe costruito.

Senza il sogno di Ludovico II di Baviera, senza le sue scelte di finanziare progetti artistici, il mondo oggi non avrebbe la possibilità di ascoltare la saga dei Nibelunghi di Wagner, Walt Disney non avrebbe avuto il castello di Neuschwanstein per ispirare l’ambientazione della bella addormentata e, per essere più pratici, oggi i castelli costruiti da Ludovico II, quegli stessi castelli che spinsero alcuni dei suoi consiglieri a farlo dichiarare malato di mente e quindi a destituirlo, portano alla Germania miliardi di Euro in turismo ogni anno.

La ricerca della Bellezza, il personale Graal di Ludovico II, lo ha portato ad una vita isolata e ad una morte su cui ancora oggi regna il mistero. Le dinamiche del contesto storico politico in cui si è trovato ad agire hanno giocato un ruolo decisivo nel suo destino. Eppure le scelte di Ludovico II parlano ancora oggi, il suo messaggio di arte e bellezza è disponibile ed è scolpito in quei castelli.

Dal 2025 quei castelli sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità e con questo possiamo dire che il sogno di immortalità di Ludovico e la sua visione di costruire un mondo redento dall’arte e dalla bellezza, attraverso delle opere che potessero restare, si è pienamente avverato. Non si possono visitare quelle sale e restare uguali, non si può respirare quella Bellezza e non perdersi nella sua contemplazione.

*Questo articolo è stato pubblicato nell’inserto speciale ART INSPO del 31/05. Come ogni inserto ART INSPO, è legato ad uno specifico tema portato dalla Luna piena del mese che, per questo specifico inserto era in Sagittario. Gli inserti ART INSPO sono riservati agli iscritti alla Newsletter.


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