Prendere decisioni e prendere le decisioni più giuste per la nostra carriera di creativi è una delle competenze che può fare tutta la differenza rispetto alle nostre possibilità di successo.
Esistono molti contenuti, modi di dire, mentalità collettiva e consigli sulle strategie migliori da seguire quando si tratta di decidere. Ognuna di loro ha i suoi punti di forza e aspetti utili da cui lasciarsi ispirare. Ma il problema è esattamente questo: lasciarsi ispirare senza pretendere che quella strategia sia valida e vera per noi nella sua interezza.
Siamo Leader e, ogni volta che assumiamo su di noi una prospettiva senza filtrarla attraverso quello che è il nostro modo di percepire e sentire come quella prospettiva impatta su di noi e sulla nostra energia, stiamo, di fatti, delegando all’esterno il nostro potere personale.
Non esiste una strategia decisionale unica e universalmente valida per tutti poiché ognuno ha le sue modalità preferenziali per accostarsi alla realtà esterna e filtrarne l’energia. Ognuno di noi ha una propria impronta energetica e, in quest’impronta energetica, è racchiusa la strategia decisionale migliore per quella specifica persona.
Seguendo la prospettiva dello Human Design esistono per nascita sette diverse predisposizioni energetiche attraverso le quali le persone decidono cosa è più giusto per loro e per la loro evoluzione. In questo articolo approfondiamo la via delle emozioni.
1.La via delle emozioni: caratteristiche
Le persone che hanno un’autorità emozionale sono quelle che decidono processando le emozioni in modo profondo.
Il dono di queste persone è proprio quello avere una grande sensibilità, coscia o inconscia, verso la percezione degli stati emotivi propri e altrui e di leggere e codificare le persone e le situazioni sulla base del clima emotivo che si sviluppa intorno ad esse. L’emozione generata da alcune parole o da ciò che vedono arriva immediatamente sulla pelle e, dà al corpo determinate sensazioni fisiche che vengono poi codificate sotto forma di emozioni. Questo le rende estremamente empatiche e attente a ciò che provano, con un vocabolario emotivo, percepito, comunicato e agito, ricco di sfumature. Spesso vengono giudicate come incostanti, impulsive e, loro stesse possono entrare in modalità reattiva decidendo in merito a qualcosa per poi pentirsene una volta che l’emozione provata ha concluso il suo picco espressivo.
Ma definire queste persone come emotive nell’accezione di non affidabili è un errore: l’energia che arriva loro dalla percezione del clima emotivo a cui sono esposte è molto intensa e, se usata correttamente, dona loro una comprensione delle dinamiche profonde che muovono le persone. Ma quando non è gestita questa stessa intensità può arrivare a destabilizzare sensibilmente il loro equilibrio e, di conseguenza, il tipo di decisioni che prendono.
2.Strategia decisionale
Per questa ragione per queste persone è importante sviluppare una capacità di osservazione distaccata dei loro stati emotivi e dell’emotività che sentono associata ad una particolare situazione evitando di prendere decisioni sul momento e sull’onda di quello che accade.
Questo non vuol dire assumere un atteggiamento freddo bloccando i segnali che provengono dalle emozioni. Al contrario, per queste persone l’energia delle emozioni provate sono una ricchezza e fonte di informazione e conoscenza inesauribile. Ciò che è opportuno per loro è entrare nell’emozione provata permettendosi il tempo di sperimentarla pienamente sospendendo ogni forma di giudizio e di decisione in merito.
Per queste persone è vitale fermarsi a sentire rimandando la decisione vera e propria in un secondo momento quando l’energia dell’emozione provata ha esaurito il suo ciclo di esperienza all’interno del corpo e la persona sente uno stato di calma e di lucidità interiore.
Quando il ciclo emotivo ha compiuto il suo corso e la persona si è data il permesso di sperimentarlo pienamente, sentirà emergere con chiarezza la strada migliore da intraprendere in merito a quella determinata decisione esattamente come il cielo che torna sereno dopo un temporale.
3.Ciclo emotivo e decisioni.
L’energia delle emozioni procede per ondate con momenti di picco verso il versante positivo dell’emozione e momenti di picco verso il relativo versante negativo. Aspettare di aver sperimentato pienamente l’energia legata ad una determinata emozione implica aver sentito nel corpo sia il picco positivo e che quello negativo prima di decidere in merito a qualunque cosa. Per queste persone potrebbe rivelarsi controproducente decidere sia quando si trovano in fase di chiusura e negatività verso una determinata scelta, sia quando avvertono di sentirsi molto ottimisti e “speranzosi” verso una specifica opzione.
Procrastinare la decisione per le persone che hanno un’autorità emotiva è vitale e, contrariamente a quello che tendenzialmente si pensa, può condurle ad individuare e a cogliere le opportunità più giuste per loro e la loro crescita.
Procrastinare qui è inteso come prendere del tempo per sentire interiormente l’energia dell’emozione associata alla decisione che si deve intraprendere, ascoltare il proprio ritmo interno, dare valore ai propri processi senza lasciarsi influenzare dall’energia della fretta, dalla mentalità del carpe diem o dalla paura di restare indietro e di perdere l’occasione.
L’energia emotiva che queste persone sentono è densa e profonda e occorre tempo perchè il corpo possa gestirla, digerirla e riceverne il giusto nutrimento e arricchimento personale.
4.La via delle emozioni: in pratica
Ecco qualche consiglio pratico da cui partire:
- osservare le persone e le situazioni in cui ci viene chiesto di decidere. Osservare sospendendo ogni forma di azione all’esterno. Osservare prestando attenzione alle reazioni del proprio corpo evitando di filtrarle immediatamente con la testa provando ad attribuire loro un significato.
- Prendere del tempo tra la richiesta di decisione che ci viene fatta e la nostra risposta: tempo di silenzio concedendoci l’assenza.
- Mettere in agenda dei momenti sempre più ampi in cui siamo disconnessi dalla realtà esterna, da ciò che, seguendo la nostra sensibilità, ci risulta eccessivo contatto con l’altro prediligendo del tempo per stare in contatto autentico e profondo con se stessi. Questo per disabituarsi progressivamente al sovraccarico emotivo a cui siamo costantemente esposti e che può indurci ad agire non ascoltando gli effetti densi che l’energia delle emozioni genera in noi.
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