Artisti o prostitute: le logiche di potere dietro il mercato dell’arte

Scenari quotidiani di arte e cultura. Mancanza di finanziamenti adeguati per poter sviluppare appieno il proprio progetto creativo. Regole di mercato che impongono e imbrigliano la professionalità del Leader relegando arte e creatività alla prevedibilità del successo delle proprie idee in termini di ritorno economico come avviene per esempio nelle produzioni cinematografiche, teatrali e nella decisione delle stagioni artistiche. Algoritmi disegnati su logiche quantitative che, premiando argomenti e profili che si confermano l’un l’altro attraverso la riproposizione dei medesimi tipi di temi e contenuti, rendono ombra la presenza di chi prova a portare un messaggio davvero innovativo. Stampa, critica e opinione pubblica che fa massa che fraintende le vere intenzioni comunicative degli Outsider ridicolizzandole e continuando a credere, a livello profondo così come previsto dall’ indottrinamento subito, che arte e cultura siano intrattenimento.

Il paradosso è che più il leader creativo outsider diventa popolare, più è esposto alla pubblica gogna dei fraintendimenti e delle risorse che non sembrano fatte per lui.

Sotto questa situazione di superficie il problema nascosto è che i Leader delle professioni creative e anticonvenzionali non sono davvero liberi di comunicare le proprie idee rivoluzionarie alle audience pronte a ricevere quelle idee. Per come è costruito il mercato creativo le interazioni tra il Leader e la sua Community sono gestite, direttamente o indirettamente, da intermediari che preservano e impongono i PROPRI interessi stabilendo, di fatti, standard culturali e creativi unilaterali e omologati per tutte le diverse Community esistenti.

Questi intermediari, spesso nascosti, gestiscono le risorse manipolando:

  • il mercato attraverso il controllo dei circuiti del denaro con finanziamenti, bandi, fondazioni, concorsi
  • la diffusione della cultura e dell’arte attraverso il controllo dei luoghi di formazione e del cosiddetto intrattenimento con scuole, accademie, istituzioni, teatri, musei, gallerie e altro
  • l’opinione delle Community attraverso il controllo degli organi di informazione.

Il risultato di tutto questo sono impoverimento e omologazione in un circuito che si ripete a loop nel tempo e che non può che continuare a diffondersi a macchia d’olio. Questo impoverimento è bilaterale: da un lato riguarda l’espressione del messaggio anticonvenzionale portato dal Leader e dall’altro il processo di evoluzione che, tramite quel messaggio, potrebbe arrivare alle audience.

Lo scopo di tutta questa macchina appare evidente se ci si sposta dal piano degli effetti che è quello della realtà materiale che cade sotto i nostri sensi, al piano delle cause che è quello energetico dove le logiche del potere seguono una specifica agenda che ha lo scopo di controllare le masse promuovendo accondiscendenza e ricevendo la delega del potere decisionale di ogni singola persona.

Limitando la diffusione dei messaggi outsider di certi Leader creativi, presenti e passati, ci si assicura che le persone si nutrano solo di un certo tipo di messaggi che danno forma alla loro percezione del mondo. Il campo percettivo delle persone si conforma così ad un’unica narrazione e modalità di processare le informazioni.

Gradualmente, allontanando le persone dal mondo dei simboli e del “come se”, tipico dell’arte, e sostituendo il linguaggio dell’immaginario con modalità visive e verbali didascaliche e ad una sola dimensione, si rendono le persone disabituate e, con il tempo, incapaci, di effettuare analisi della realtà a livelli più profondi di quello che appare sulla superficie.

Questa incapacità di analisi diventa la via d’accesso diretta alla manipolazione e al controllo mentale.

Togliere alle persone, attraverso l’impoverimento della multidimensionalità dell’arte, la capacità di percepire l’oltre il detto e il visto, finisce con il restringere il loro l’orizzonte del regno del possibile intrappolandole in paradigmi rigidi e omologati. In questo modo si crea un loop per cui qualunque verità che sfida lo status quo viene rigettata a priori ed etichettata come ”impossibile” dalle barriere rigide del sistema di credenze che tiene in piedi il paradigma.

Questo loop coinvolge anche l’immagine di sè che hanno gli artisti abituati da secoli a compiacere e magnificare i loro mecenati per poter sopravvivere ed esprimere la loro arte. Le ideologie, non solo quelle manifeste ma anche quelle più nascoste e i sistemi di controllo delle coscienze come le religioni, si sono da sempre servite degli artisti migliori per poter costruire l’immaginario dei loro seguaci attraverso le opere d’arte.

Pittura, scultura e musica prima e industria cinematografica poi, hanno plasmato l’inconscio e il modo di sentire delle persone. Ad un livello energetico attraverso le emozioni e i pensieri indotti dalle arti visive e attraverso le vibrazioni presenti nella musica e nel canto, l’intero spettro di frequenze intorno ad ogni singola persona è stato manipolato per immergere e intrappolare quella persona in un determinato livello di coscienza. Questo processo è avvenuto e continua ad avvenire su scale globale.

In quest’epoca di trasformazione planetaria, l’Umanità non deve pagare un prezzo così alto. Noi Leader creativi outsider abbiamo il compito di aprire nuove strade. Per farlo dobbiamo smettere di alimentare l’archetipo della prostituta a cui siamo stati addestrati da generazioni attraverso azioni che svendono il valore dei nostri messaggi e che ridicolizzano la nostra reputazione e professionalità. Per troppo tempo abbiamo lasciato che ad avere “successo” fossero persone allineate e conformi togliendo la nostra voce dal palcoscenico.

Ad un livello energetico smettere di alimentare l’archetipo della prostituta implica espandere la nostra identità allargando per primo il nostro orizzonte di ciò che è possibile.

È tempo di costruire un immaginario diverso per dare alle persone la possibilità concreta e reale di scegliere che tipo di realtà percepire.


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