Strategia decisionale: la via dell’istinto

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Prendere decisioni e prendere le decisioni più giuste per la nostra carriera di creativi è una delle competenze che può fare tutta la differenza rispetto alle nostre possibilità di successo.

Esistono molti contenuti, modi di dire, mentalità collettiva e consigli sulle strategie migliori da seguire quando si tratta di decidere. Ognuna di loro ha i suoi punti di forza e aspetti utili da cui lasciarsi ispirare. Ma il problema è esattamente questo: lasciarsi ispirare senza pretendere che quella strategia sia valida e vera per noi nella sua interezza.

Siamo Leader e, ogni volta che assumiamo su di noi una prospettiva senza filtrarla attraverso quello che è il nostro modo di percepire e sentire come quella prospettiva impatta su di noi e sulla nostra energia, stiamo, di fatti, delegando all’esterno il nostro potere personale.

Non esiste una strategia decisionale unica e universalmente valida per tutti poiché ognuno ha le sue modalità preferenziali per accostarsi alla realtà esterna e filtrarne l’energia. Ognuno di noi ha una propria impronta energetica e, in quest’impronta energetica, è racchiusa la strategia decisionale migliore per quella specifica persona.

Seguendo la prospettiva dello Human Design esistono sette diverse predisposizioni energetiche attraverso le quali le persone decidono cosa è più giusto per loro e per la loro evoluzione. In questo articolo approfondiamo la via dell’istinto.

Le persone che hanno questa strategia decisionale come la loro via preferenziale per prendere una decisione, sono persone che viste da fuori possono sembrare impulsive, non radicate, che variano opinione e comportamenti al variare delle condizioni esterne. Sono il tipo di persone veloci che non si fermano a riflettere, agiscono. Quando decidono qualcosa non sanno giustificare il perchè si sono comportate in quel modo, non sanno dire in base a cosa hanno scelto quell’opzione piuttosto che l’opzione opposta, anzi rispetto alla stessa decisione, il giorno successivo possono scegliere proprio l’opzione opposta.

Per questo tipo di persone la loro strategia decisionale è ancorata nel centro energetico della sopravvivenza. Questo centro energetico, così importante per la vita a livello della specie, è un centro antico che mette la persona nelle condizioni di captare immediatamente cosa è sicuro per lei da cosa non lo è. Ogni decisione arriva netta, pulita, urgente come se si trattasse di una questione di vita o di morte. Il sistema subconscio di queste persone scansiona continuamente la realtà e l’ambiente intorno per identificare quelle situazioni che garantiscono la sicurezza, la possibilità di “sopravvivere” nella materia immettendo la persona nella direzione più giusta per lei per preservare la sua sopravvivenza.

Proprio perchè si tratta a tutti gli effetti di un sistema di allerta, queste persone sono ancorate al momento presente ed è questo che determina la loro velocità nel decidere. Paradossalmente anche se da fuori le persone con questa strategia decisionale possono sembrare non radicate a causa di questa velocità e di mancanza di ponderazione calma e strutturate delle cose, il loro modo di agire è estremamente radicato proprio perchè è basato su una scansione della realtà momento per momento.

Le decisioni per queste persone arrivano come lampi di consapevolezza, come colpi netti, freddi e immediati che non si ripetono. La chiarezza arriva silenziosa all’improvviso e poi svanisce, e, dato che si tratta di un sistema di allerta, questo bypassa la parte di mente razionale e i relativi processi logici. Per questo la persona che decide non sa dire perchè ha fatto quella scelta: lo sa e basta, non può dare spiegazioni logiche. In questo è anche la ragione di quella che, da fuori può essere giudicata come volubilità: la decisione immediata cambia repentinamente al variare delle condizioni, al variare di quello che il sistema subconscio di questa persona scansiona nel momento presente.

Questo profondo ancoraggio al momento presente non solo fornisce velocità nella decisione ma anche la consapevolezza che quello è esattamente il momento giusto ed è corretto per la persona in quello specifico momento.

Ecco qualche spunto da cui partire:

  • imparare a sintonizzarsi con il proprio corpo per cogliere il momento, per rieducarsi alle sensazioni che precedono questi lampi di consapevolezza in modo da predisporsi all’ascolto dell’istinto che sta per arrivare quando se ne colgono i segnali.
  • non ignorare i segnali di allerta che il corpo invia in determinate situazioni o alla presenza di determinate persone. Anche se non sappiamo spiegare il perchè, per questo tipo di persone è importante tornare a dare piena fiducia alle proprie sensazioni
  • conoscersi in modo approfondito per imparare a distinguere quello che arriva all’istinto ma viziato da paure e ansia per traumi profondi e condizionamenti da quello che è davvero la voce dell’istinto che vuole tenere al sicuro
  • dare fiducia piena al proprio istinto e, se non è un si chiaro e forte allora è meglio aspettare.

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