Strategia decisionale: la via della voce

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Prendere decisioni e prendere le decisioni più giuste per la nostra carriera di creativi è una delle competenze che può fare tutta la differenza rispetto alle nostre possibilità di successo.

Esistono molti contenuti, modi di dire, mentalità collettiva e consigli sulle strategie migliori da seguire quando si tratta di decidere. Ognuna di loro ha i suoi punti di forza e aspetti utili da cui lasciarsi ispirare. Ma il problema è esattamente questo: lasciarsi ispirare senza pretendere che quella strategia sia valida e vera per noi nella sua interezza.

Siamo Leader e, ogni volta che assumiamo su di noi una prospettiva senza filtrarla attraverso quello che è il nostro modo di percepire e sentire come quella prospettiva impatta su di noi e sulla nostra energia, stiamo, di fatti, delegando all’esterno il nostro potere personale.

Non esiste una strategia decisionale unica e universalmente valida per tutti poiché ognuno ha le sue modalità preferenziali per accostarsi alla realtà esterna e filtrarne l’energia. Ognuno di noi ha una propria impronta energetica e, in quest’impronta energetica, è racchiusa la strategia decisionale migliore per quella specifica persona.

Seguendo la prospettiva dello Human Design esistono sette diverse predisposizioni energetiche attraverso le quali le persone decidono cosa è più giusto per loro e per la loro evoluzione. In questo articolo approfondiamo la via della voce.

Le persone che prediligono questa strategia decisionale solitamente hanno una forte connessione con il proprio senso dell’identità. Sono persone che sanno chi sono, conoscono, in modo conscio o inconscio, quali sono i loro valori, le cose per cui val la pena lottare, quello a cui tengono davvero. Questo tipo di persone hanno consapevolezza rispetto a ciò che rispetta e onora la propria traiettoria di vita e hanno un’immagine di sé molto forte, ben marcata e dai contorni definiti. Questo li porta ad essere meno suscettibili di altri a fare cose che non sono allineate con la propria identità, con il tipo di persona che sanno di essere.

Ed è esattamente in questo che risiede la loro strategia decisionale: è il loro senso di identità, l’immagine che hanno di se stessi che guida le loro decisioni. Per queste persone decidere è una questione di valutazione rispetto a quale opzione risulta essere più coerente con i propri valori e con la direzione che sanno di dover perseguire nella loro vita. Il criterio cardine per loro, a prescindere da che tipo di decisione devono prendere, è chiedersi a quale tipo di identità quelle determinata scelta appartiene.

Lo strumento attraverso il quale ottengono chiarezza è la propria voce. Tradurre i propri pensieri e idee in frasi che vengono verbalizzate ad altri o anche solo a se stessi li mette nelle condizioni di fare ordine e di percepire cosa è allineato con ciò a cui tengono davvero. Il processo del costruire una frase che possa essere comunicata e compresa all’esterno gli permette di creare una direzione in cui percepire l’energia delle loro parole e di sentire cosa gli permetterebbe di restare fedeli a se stessi e cosa no.

Per questa ragione le persone che hanno per nascita la predisposizione a questa strategia decisionale amano parlare, avere conversazioni, esprimere la loro opinione quando devono prendere una decisione. Questo loro modo di agire non è dettato della necessità di ricevere consigli o per ottenere una conferma rispetto a quello che pensano perchè sono insicure. Questo loro modo di agire è dettato dal bisogno di avere uno spazio protetto di ascolto con persone che siano in grado di ricevere la direzione dei loro pensieri e di riflettere, con la loro sola presenza, l’energia racchiusa nelle loro parole. Attraverso il dire, l’esporre all’esterno possono ascoltare il suono della propria voce, la direzione nel flusso delle loro parole e ricevere chiarezza da questo processo.

Qualche spunto da cui partire.

  • scegliere con cura il tipo di persone con cui confrontarsi prediligendo quelle in grado di accogliere le proprie parole quando si tratta di prendere una decisione. A queste persone deve essere molto chiaro che, quando si parla non lo si fa perchè ci si aspetta consolazione o consigli. Quando si parla e si esprime la propria opinione in merito a quello che si sta decidendo, il supporto migliore che possono dare è ascoltare in silenzio sostenendo così il processo del fare chiarezza.
  • Se non si hanno intorno persone di questo tipo, è opportuno lavorare per costruirsi questo spazio di supporto e, nel mentre, trovare situazioni per poter esprimere ad alta voce i propri pensieri come andare in natura e parlare ad alta voce con un albero, un corso d’acqua, quello che sembra più giusto per la propria sensibilità. Un valido aiuto arriva anche dal mondo animale: parlare con il proprio cane o con un altro animale che ci guarda e ci ascolta anche se non capisce può sembrare stupido ma, per chi ha questa strategia decisionale può essere molto efficace. Se proprio non si è a proprio agio in questo ci si può affidare alla tecnologia e registrare la propria voce come se si stesse registrando un messaggio vocale ad un amico in cui si esprimono le proprie opinioni sulla decisione da prendere.
  • Mentre si parla ascoltare il suono della propria voce, la direzione delle parole e chiedersi cosa si percepisce. Quello che si sta dicendo è allineato al tipo di persona che si sa di essere?
  • Se si è in una fase della vita in cui si vuole svoltare, prendere un’altra direzione, può essere importante fermarsi a chiedersi: qual è la prossima versione di me stesso?che tipo di persona voglio diventare? A cosa darebbe valore la persona che voglio diventare? È quell’identità a cui si deve attingere quando si tratta di prendere una decisione. La propria strategia decisionale risiede nella propria identità e lo strumento per avere chiarezza è l’ascolto della propria voce.

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