La tua carriera è in crescita. I numeri iniziano ad esserci, iniziano a contattarti quelle persone di livello con cui hai sempre immaginato di lavorare. Senti di essere in un momento di espansione e vuoi dare il massimo, vuoi fare bene, vuoi fare tutto ciò che è in tuo potere per saltare su questo treno ed espanderti al prossimo livello.
Ma, per qualche ignota ragione, le cose non ti convincono fino in fondo. C’è una parte di te che sente che qualcosa di importante sta scivolando via. È una sensazione sullo sfondo, una piccola e impercettibile increspatura nel tuo umore, un lieve mal di testa, la difficoltà a far partire la giornata, qualche imprevisto spruzzato qui e là a tinteggiare di ombra quel meraviglioso nuovo quadro della tua vita che ti si sta dipingendo davanti.
Il risultato è che non sei lucido come vorresti. La mente va a mille nei vari dettagli tecnici della tua professione. Fai delle scelte, usi quel nuovo strumento, quella nuova tecnica che sai essere apprezzata nel tuo settore. Usi quelle parole, quei pattern armonici, ingaggi quel tipo di attori che tutti richiedono adesso, riempi la stagione con spettacoli che vendono…Vuoi essere così sicuro di far bene, vuoi essere così sicuro che il tuo progetto creativo venga considerato di enorme valore, che tu venga considerato come uno “del mestiere”. Ma l’increspatura pian piano diventa una valanga che ti si ritorce contro: quello non sei tu, quello non è il TUO messaggio, quello non è il TUO linguaggio creativo. E l’occasione di espansione della carriera sfuma: non sei credibile.
1.Quello che accade sotto la superficie…
Ogni volta che ci si confronta con un orizzonte più ampio di quello cui siamo abituati può riaffacciarsi nell’inconscio il nucleo denso e insidioso del complesso di inferiorità. Questo accade alla maggior parte delle persone ma è molto più frequente per i change makers creativi. La categoria dei creativi è inserita in un campo energetico collettivo o forma pensiero in cui, di base, i creativi non sono professionisti di alto calibro, non sono persone credibili che portano a risultati tangibili tali da giustificare la quantità di denaro che viene investita su di loro. L’atteggiamento del creativo in risposta a questa forma pensiero inconscia che viene proiettata su di lui è quella di voler legittimare il suo valore mostrando di essere “competente”, di saper usare in modo efficace gli strumenti e le tecniche che pensa siano gli strumenti e le tecniche che le persone “celebri” della sua nicchia ritengono valide.
Ci si sente quindi in dovere di accreditare la propria creatività usando tecniche e strumenti che non solo non sono i propri ma che finiscono con l’impoverire l’efficacia e l’autenticità del messaggio che si vuole diffondere.
2.L’importanza di un messaggio autentico.
Essere autentici pulendo il proprio campo energetico dalle proiezioni inconsce degli altri è determinante per avere l’impatto che siamo qui per portare attraverso i nostri progetti creativi. Il messaggio che portiamo deve essere autenticamente nostro perchè deve essere talmente tanto forte e radicato in noi da risultare inattaccabile dalle proiezioni inconsce degli altri. Deve essere così forte e radicato che l’intento e l’obiettivo di condividerlo per far evolvere l’audience a cui è destinato può rendere il complesso di inferiorità un particolare trascurabile perchè l’obiettivo è troppo importante.
3.Il tuo messaggio: una questione di karma.
Definire il nostro messaggio riguarda la ragione più alta della nostra incarnazione, è quel qualcosa che, in quanto Leader con specifiche caratteristiche energetiche, siamo qui per apprendere di noi attraverso il contributo che portiamo agli altri. Più esercitiamo con dedizione il nostro ruolo di guide con l’intento autentico di far evolvere l’altro per quel qualcosa che ci sta a cuore, più evolviamo noi. Più siamo coinvolti attivamente nella diffusione del nostro messaggio autentico più le cose intorno si organizzano per far in modo che quel messaggio riceva visibilità e impatto raggiungendo le persone che devono essere raggiunte.
Il messaggio che portiamo è già presente nel nostro campo energetico ed è qualcosa che in modi diversi e a più riprese si è manifestato nella nostra vita sotto forma di sfida, di una dinamica che per noi è evidente ma gli altri intorno non vedono, di persone entrate nella nostra vita con problemi diversi ma tutti riconducibili ad un nucleo centrale. Il messaggio che portiamo non va cercato all’esterno ma è già attivo in noi, si tratta solo di decodificarlo e di impacchettarlo in un progetto creativo che possa risultare efficace o ad alto impatto per le nostre audience.
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