La stagione è in perdita, gli spettacoli non vendono, il pubblico non arriva in sala. Tu e il tuo Team provate a far partire diverse iniziative, ad allacciare o riallacciare contatti, a muovere le acque per rimettere in moto la macchina che tiene insieme il tutto.
Ma i risultati sono discontinui. Sono troppo inferiori rispetto alla quantità di sforzi intrapresi. Soprattutto, sono troppo imprevedibili per poter capire con certezza cosa funziona e cosa no.
Il vero problema è che il pubblico non percepisce una reale e sostanziale differenza tra te e i tuoi competitors e l’unico criterio che usa come scelta tra te e loro è quello di chi offre un prezzo più basso o ha qualità arbitrarie come la vicinanza, la migliore raggiungibilità con i mezzi o quel nome in cartellone che “ispira” di più per “fare serata”. In questo modo, senza accorgersene si è creato una sorta di “cartello” tra te e gli altri enti di cultura competitors. Un cartello in cui ognuno spia e tenta di imitare quello che fa l’altro e non ha un pubblico davvero suo su cui poter contare.
1.COSTRUIRE LA VISION: IL PRIMO PASSO DELL’INDIGNAZIONE
E’ davvero questo quello che vuoi? E’ davvero questo il tipo di servizio che enti culturali ed artistici dovrebbero offrire? E’ davvero questo il tipo di arte e di cultura in cui credi?
La soluzione è esattamente qui: nel richiamare alla memoria quello che per te è il senso più profondo del fare arte e cultura, quel nucleo originario di motivazione e di passione che risulta intoccabile dalle circostanze esterne e che, se posto in contatto con quelle circostanze esterne fa scattare immediatamente quell’indignazione carica di rabbia nel basso ventre. Quell’indignazione è l’energia del “non poterne più”, del senso dell’inaccettabile ed è necessaria per rompere le regole implicite di quel “cartello” e intraprendere azioni strategiche e ottimizzate per costruire un pubblico su cui poter contare.
2.COSTRUIRE LA VISION: IL SECONDO PASSO DEI VALORI
Da quel senso profondo del fare arte e cultura emergono le cose in cui credi, le cose per cui lottare, i valori cardine attorno al quale costruire la direzione dell’ente che gestisci. Non è un lavoro mentale ma viscerale, un lavoro che attinge alle fondamenta di ciò che sei e che ti muove come essere umano. I valori che emergono non hanno niente a che fare con la mentalità ben pensante che si trincera dietro a paroloni universali da rivoluzione francese. I valori che emergono sono legati indissolubilmente a ciò che sei e a quello che è il tuo compito di incarnazione.
3.COSTRUIRE LA VISION: IL TERZO PASSO DEL PERMETTERLA
Questi valori, impregnati dell’energia di indignazione, diventano fonte di ispirazione per strutturare la vision di quello che vuoi realizzare. Proprio perchè ancorata ai tuoi valori, quella vision non può essere soggetta a downsize, non può sottostare a regole di “cartello” decise da altri o da prassi che vanno avanti da sempre solo perchè nessuno ha avuto il coraggio di indignarsi e di invertire la rotta.
Quella vision strutturata nei dettagli e autentica, perchè legata a ciò che sei, diventa il centro propulsore e criterio decisionale per costruire un piano d’azione con obiettivi e indicatori specifici.
4.IL VANTAGGIO DI UNA VISION CHIARA E COERENTE
La vision ti impedisce di disperdere energie, risorse, tempo e soldi in azioni che servono solo a tamponare procrastinando la soluzione vera al problema di base: costruire un pubblico che ti segua davvero. E l’unica ragione perchè il pubblico ti segue davvero è perchè condivide con te quella vision, perchè quella tua indignazione diventa la sua indignazione polarizzando o galvanizzando il suo interesse e le sue risposte comportamentali. Non solo. Una vision chiara sostenuta da una comunicazione efficace è in grado di attirare attraverso l’”halo effect” collaboratori e persone in target che spingeranno per voler contribuire a realizzare quella vision.
5.COSTRUIRE LA VISION: IN PRATICA
Qualche spunto da cui partire:
-qual è la ragione profonda che ti ha fatto entrare in contatto con il mondo dell’arte e della cultura o quella che ti spinge a consumarne i contenuti?
-cosa ti fa indignare profondamente nel modo in cui la società vede e tratta le persone che si occupano di arte e cultura, o del modo in cui arte e cultura sono posizionate nella mente delle persone, o ancora, nelle modalità di gestione dei luoghi di arte e cultura?
-quali sono quindi le cose a cui tieni rispetto a questo settore, quali sono i valori per cui senti profondamente di voler lottare?
–cosa puoi costruire, senza porti limiti, per cambiare quelle cose? Definiscilo nello specifico.
-quali azioni state intraprendendo tu e il tuo team che non porteranno a quel risultato che vuoi costruire? Quali azioni devono essere invece intraprese per rendere quella realizzazione inevitabile?
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