ART INSPO: Elisabeth Chadwick

ART INSPO

Elisabeth Chadwick è una scrittrice britannica contemporanea di romanzi storici. Persona dotata di grande immaginazione e di mentalità aperta, rappresenta, con il suo modo di fare ricerca nella fase di preparazione dei suoi romanzi, una meravigliosa e piena espressione dei valori portati dal segno zodiacale della bilancia.

L’autrice utilizza tecniche di ricerca diversificate per ricostruire il mondo medioevale che fa da sfondo ai suoi romanzi. Il suo punto di vista è estremamente interessante poiché non si cura solo della veridicità fattuale che fa da sfondo alla trama dei suoi scritti ma l’obiettivo per lei è dare vita ad un setting spazio temporale che i suoi personaggi stessi potrebbero riconoscere come vero.

In questo, il processo dell’immaginazione che la porta ad entrare nel flusso creativo della scrittura e a materializzare i suoi personaggi è ben visibile: l’autrice si fa canale e lascia che siano i personaggi stessi a prendere vita e a raccontare le proprie storie. L’unico “sforzo” che lei compie è quello di fare ricerca per “donare” a quei personaggi un contesto riconoscibile per loro in cui possano agire. Le tecniche di ricerca usate sono un esempio molto ben bilanciato di aspetti razionali, esperienziali ed energetici usati tutti con lo stesso peso ed importanza.

Le tecniche razionali appartenenti al vecchio paradigma come l’analisi dei documenti originali, delle ilustrazioni d’epoca, degli artefatti o dei dettagli archeologici relativi al periodo di ambientazione di ogni specifico romanzo, si bilanciano con tecniche di ricerca non innovative ma più ancestrali. Si tratta di tecniche esperienziali ed energetiche come il partecipare a rivisitazioni storiche fino alla collaborazione con consulenti in grado di effettuare delle letture dei registri akashici.

Il partecipare attivamente a rivisitazioni storiche permette all’autrice di entrare nel corpo e nella matericità degli oggetti, degli abiti, degli ambienti esperiti dai personaggi. Questo aspetto è di notevole importanza perchè attiva processi neuronali profondi che fungono da ponte e da aggancio al campo morfogenetico in cui i suoi personaggi sono vissuti e, in virtù del principio per cui il campo della coscienza esiste in un tutto presente, vivono ancora.

Altra fonte di ricerca ancestrale il cui ricorso risulta innovativo per una documentazione di scrittura è l’accesso ai registri akashici. Non tutta la storia che è stata scritta corrisponde al vero. Oggi appare sempre più evidente come la storia, per come la conosciamo, è una storia raccontata che risponde ad un processo di narrazione di chi aveva interesse che i fatti fossero trasmessi in un certo modo piuttosto che in un altro. La consultazione dei registri akashici permette di dare voce a quei frammenti di storia non raccontata, di avere la visuale più ampia.

Partendo dal presupposto che ogni evento, pensiero, emozione ha una sua specifica frequenza e che tutte le frequenze generate restano all’interno del campo collettivo della coscienza in una sorta di grande libro di storia dell’umanità, la lettura di questo libro o registro akashico restituisce visibilità a ciò che è stato reso invisibile dal processo di scrittura della storia per come ci è stata tramandata dalle fonti ufficiali.

Non solo. La lettura di questi registri permette di vedere i fatti attraverso le chiavi di lettura di quel periodo e non attraverso le lenti di interpreti del nostro tempo.

L’uso integrato di queste tecniche di ricerca, a prescindere dalla bellezza o meno della storia raccontata o dallo stile di scrittura dell’autrice, val la pena di essere preso come spunto nel momento in cui ci accingiamo a portare nella realtà i nostri progetti creativi.

Razionale e spirituale, visibile e invisibile, accademico e ancestrale sono aspetti del nostro modo di esperire la realtà a cui è importante restituire pieno valore. Tengo a precisare, ed è questa la ragione per cui ho scelto questo approfondimento in occasione della luna piena in bilancia*, che esprime i valori dell’equilibrio armonico tra le parti, che non si tratta di privilegiare gli aspetti femminili dell’intuizione, del regno dell’invisibile a scapito degli aspetti maschili logico razionali dei processi di ricerca “accademici”. Si tratta di dare uguale importanza ad entrambi per generare prodotti artistico culturali di valore per l’audience. In questo il lavoro di Elizabeth Chadwick merita sicuramente di essere portato alla luce.

*Questo articolo è stato pubblicato nell’inserto speciale ART INSPO del 2/04. Come ogni inserto ART INSPO, è legato ad uno specifico tema portato dalla Luna piena del mese che, per questo specifico inserto era in Bilancia. Gli inserti ART INSPO sono riservati agli iscritti alla Newsletter.


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