INCARNA IL TUO Sé SUPERIORE: la frequenza della Regina

Hubbell Gardiner ci tiene a definirsi uno sceneggiatore, di sapere i cambiamenti che bisogna apportare al suo romanzo per renderlo sceneggiatura perchè nessuno può capire quel soggetto, nessuno ne sa niente, è suo. Con estrema sincerità e umiltà sostiene semplicemente che lui sa da dove viene, qual è il suo significato, che non si può perdere quell’atmosfera che lui conosce perchè l’ha vissuta e vuole portarla sullo schermo. Così Robert Redford incarna attraverso il suo personaggio nel film diretto da Sidney Pollack del1973 “Come eravamo” la voci di molti sceneggiatori quando difendono l’integrità del loro progetto creativo. Ma il produttore, nel film, non concede spazio e con un silenzio eloquente mostra di non credere nella validità di quel progetto e nella capacità dello sceneggiatore di renderlo per il pubblico.

La sfida è chiara ed attraversa molti change makers quando propongono un progetto diverso da quello che c’è già, lontano dalle aspettative del mercato. La sfida è mantenere confini solidi per restare fedeli a se stessi e all’integrità del proprio progetto creativo o soccombere agli standard dettati da altri.

Ad Hubbell Gardiner non resta che cedere, vuole fare quel film: “Lo so quello che vuoi. Lo so qual è la tua idea. Farò tutti i cambiamenti”. “ E non farai resistenze.” “No”. Il film si fa e più avanti nel corso della pellicola Pollack ci mostra l’esito di quell’arrendersi senza condizioni: alla prima proiezione privata, il film risulta debole e non soddisfa nessuno: non il produttore, non il regista, non lo sceneggiatore.

Dietro questo tipo di comportamento c’è un’ energia molto definita che agisce, un archetipo che tocca invariabilmente uomini e donne e che impregna una grande parte della società in generale, e la categoria degli artisti e creativi in particolare. Si tratta dell’archetipo della prostituta e che riguarda, insieme al suo opposto, l’archetipo della regina, la tematica del valore personale.

La differenza chiave in questi due archetipi che sono due polarità della medesima energia, quella della qualità del valore personale che ognuno custodisce nella propria immagine interna di Sé, è il luogo in cui si trova la fonte di questo valore. Nella polarità della prostituta la fonte è all’esterno della persona. Nella polarità della regina la fonte è all’interno.

Mentre la prostituta cerca conferme, validazione delle proprie idee, ha bisogno di numeri, consensi, fatti che le diano ragione, o in altri termini, prove tangibili del suo valore, la regina custodisce in sé quella fonte e, non importa quello che la realtà esterna le mostra, se i numeri non ci sono, se i consensi non arrivano, se i produttori non danno valore al suo progetto.

La regina sa. La regina non mette in discussione il suo valore. Questo non vuol dire essere un’isola e non accorgersi di quello che accade intorno ma, proprio perchè il centro del suo valore personale è all’interno di se stessa, questo nucleo è inattaccabile e le permette di fare delle considerazioni lucide e scelte allineate a quel potere. La regina può scendere a compromessi ma lo fa in virtù dei suoi obiettivi e priorità non perchè quello è l’unico modo per compiacere qualcun altro e manipolare così la realtà per fare in modo da ottenere conferme rispetto a quello che è il proprio valore.

L’energia della regina è una energia che calibra con i principi dell’abbondanza, dell’espansione, della prosperità e del disporre le risorse per il benessere del suo popolo. Queste frequenze sono intimamente legate al proprio valore personale in un’ottica più ampia: l’ottica della coscienza collettiva. La regina sa di avere estremo valore perchè si è incarnata con un compito molto specifico: regnare. Regnare vuol dire fare il bene per il proprio popolo, condurlo verso l’espansione, la prosperità, l’evoluzione. Per regnare occorre essere modello, per regnare occorre avere quelle risorse in sovrabbondanza. E la fonte di questo è il legame con la coscienza universale di cui la regina è portale.

-dove sta agendo l’energia della prostituta nel tuo lavoro, nei tuoi progetti creativi adesso? Dove stai cercando validazione, conferme, numeri, pezzi di carta che ti riconoscano valore?

-quanto credi nel tuo progetto creativo o nel valore delle idee che ne sono a fondamento?quanto riconosci profondamente che quel progetto creativo emana da te?

-qual è la motivazione vera e profonda per cui vuoi che quel progetto creativo abbia impatto? Sii onesto con te stesso, è perchè vuoi che ti si riconosca valore e visibilità o perchè vuoi condividerlo con la tua audience (il tuo popolo) perchè sai che ne trarrà beneficio nell’esatta forma in cui tu vuoi?


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