Sentirsi stretti in quello che c’è. Guardarsi intorno e sentire, nonostante la posizione sociale raggiunta, di non appartenere davvero a niente. Sperimentare sulla propria pelle che quello che viene definito “successo”, in realtà, è un copione scritto da altri per tenere buone e addormentate le coscienze. Intuire che c’è altro che chiama: forte, pulsante, inesorabile. Intuire che c’è un altro modo di esprimere la creatività, un modo lontano dalle convenzioni, dal ruolo e dalla funzione che la società attribuisce ai creativi. Sapere che quel modo può arrivare diretto al ventre delle persone, quel ventre che, oggi, non è neanche più in grado di respirare naturalmente.
1.GENERARE IMPATTO: UN PROBLEMA DI VALUTAZIONE
Per alcuni di noi, fare la differenza non è un vezzo, non è qualcosa con cui intrattenersi per dare senso alle nostre vite ma è il nucleo pulsante della nostra vita. Un nucleo che è tutto tranne che personale. Per alcuni di noi fare la differenza coincide con il creare qualcosa di grandioso che aiuti le persone a scuotersi e ad evolversi nella coscienza.
Ma quel qualcosa di grandioso non segue e non può seguire parametri e standard abituali. Quel qualcosa di grandioso non è necessariamente qualcosa di grande in sé ma qualcosa che diventa grandioso nella misura in cui impatta e pone un seme di dubbio e disobbedienza nella vita di chi lo riceve. Più quel qualcosa è ancorato profondamente nella nostra essenza di change makers, nel DNA specifico di ognuno di noi, più sarà in grado di risuonare nel profondo delle persone destinate ad accoglierlo. E da lì, con l’effetto domino, si propagherà in modo esponenziale.
2.RISPONDERE ALLA CHIAMATA DEL TUO SE’ SUPERIORE
Il problema è che siamo stati addestrati ad accostare il grandioso con il grande. Il problema è che siamo stati addestrati a cercare fuori nei consensi, nei numeri, nel tentativo di emulare obiettivi, strategie e tattiche delle persone definite “di successo”, quel qualcosa ad alto impatto che sentiamo di voler generare. Il condizionamento è talmente forte che, anche se ci definiamo come creativi indipendenti, finiamo con l’attirare e l’attivare nella realtà tridimensionale persone e situazioni che ostacolano la libertà e l’indipendenza del nostro processo creativo.
Ma quel qualcosa di grandioso non si trova fuori perchè quel qualcosa è ancorato alla ragione per cui ci siamo incarnati. Quel qualcosa di grandioso è parte integrante dell’equipaggiamento con cui siamo venuti alla luce. Più nello specifico è già presente nel nostro campo energetico in forma di potenzialità da attivare. La ragione per cui non lo vediamo e non riusciamo ad attivarlo nella sua totalità è perchè la frequenza che stiamo emanando, legata all’immagine interna che abbiamo di noi, non è calibrata con quel qualcosa.
3.ACCETTARE LA TUA NATURA PROFONDA
Per questo il primissimo passo da compiere è accettare, nonostante la posizione sociale raggiunta e il livello di pressione e di aspettative che questo porta con sé, di essere, per nascita, quel tipo di persone destinate ad avere impatto, destinate a cambiare le cose. Se siamo destinati a cambiare le cose non possiamo altro che essere diversi da quello che c’è già. Accettare di essere, per nascita, dei change makers vuol dire, come naturale corollario, accettare di essere diversi, di disattendere le aspettative di persone e situazioni che spingono ad essere conformi a canoni pre-stabiliti e ad etichette pre-confezionate. La chiave è iniziare a riconoscere l’impatto che proprio il nostro essere diversi sta già creando nelle persone.
Questo atteggiamento apre un varco nella nostra “Vista” perchè il nostro radar può, in questo modo, iniziare ad emettere il segnale che è pronto a compiere il suo vero e più profondo ruolo ed è nell’apertura di ricevere istruzioni dal proprio Sè superiore. Penetrando sempre più nel riconoscere come inevitabile il nostro ruolo di generare impatto e che ogni nostra singola cellula contiene tutto ciò che serve per fare questo, il nostro sistema nervoso, con le sue resistenze, gradualmente rilascerà la tensione. Questo rilascio ci permetterà di captare, non solo quel qualcosa di grandioso che siamo qui per realizzare, ma ci farà trovare persone e situazioni allineate con quella realizzazione.
È semplice ma tutt’altro che facile. Non accade da un momento all’altro e non accade per magia. Accade attraverso una dedizione profonda, quotidiana, incrollabile e fattiva verso ciò che siamo disegnati per essere: change makers con il compito di scuotere le nostre audience per guidarle ad evolversi.
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