Avere una visione chiara e a lungo termine del tipo di impatto che si vuole avere, del tipo di reputazione e carriera verso cui ci si vuole espandere è fattore determinante per far in modo che le cose avvengano, per accedere al “successo”.
La mancata trasformazione della nostra visione in realtà non è, in alcuni casi, legata alla mancanza di una visione chiara ma alla nostra difficoltà di gestire quello che accade nel percorso mentre stiamo provando a concretizzare quella visione così espansa.
Quando le cose non vanno esattamente come abbiamo programmato, quando manchiamo il bersaglio tendiamo ad entrare nella narrazione del fallimento che riempie il nostro spazio esecutivo di dubbi e insicurezze con l’inevitabile conseguenza di mollare il colpo.
1.Un problema più profondo.
Il problema è a monte nel tipo di energia che imprimiamo ai nostri intenti e obiettivi. Nella maggior parte dei casi tendiamo a fissare gli obiettivi ponderandoli rispetto a quello che assumiamo vero e realizzabile per noi a partire dai dati che abbiamo immagazzinato nella nostra esperienza. Tendiamo cioè a fissare gli obiettivi sulla base di quello che assumiamo possa accadere “ragionevolmente” in un arco di tempo definito. Quello che assumiamo possa accadere dipende dalle nostre personali esperienze pregresse o da quello che abbiamo visto accadere alle persone che abbiamo come punti di riferimento nelle nostre vite.
L’energia di fondo che sottende questo processo è un energia legata ai risultati del passato o meglio a quello che del passato assumiamo possa essere vero e quindi replicabile. Ma se è replicabile come può portare evoluzione, come può farci fare quel salto che vogliamo fare ponendoci nuovi obiettivi?
2.L’archetipo del logico e l’archetipo del mago.
L’archetipo che entra in gioco qui è quello della persona logica e razionale, quella persona stabile, ponderata che dà sicurezza. Non c’è nulla di sbagliato in questo tipo di energia. Ma non è questo il tipo di energia che serve se vogliamo fare il salto. Per evolverci dobbiamo andare oltre ciò che è sicuro, oltre ciò che è ponderabile. Per evolverci dobbiamo accedere a quel campo di frequenze dove risiede una versione più elevata di noi che ha assunto per vere cose che noi oggi ancora non vediamo. É da quel campo di frequenze che dobbiamo stabilire i nostri obiettivi perchè è lì che risiede l’energia della loro realizzazione. La versione più elevata di noi ha già raggiunto quegli obiettivi, li ha integrati nella sua esperienza di vita, li ha integrati in quello che assume essere possibile e realizzabile per lei.
Imprimere ai nostri obiettivi l’energia di quel campo di frequenze vuol dire avere una visione chiara del tipo di identità che ha già realizzato quegli obiettivi, vuol dire usare l’energia custodita nell’archetipo del mago, di colui che sa di poter portare nel mondo della materia le cose dal mondo energetico.
Il mago è colui che conosce le leggi energetiche, colui che sa ed è portale, colui che è messaggero tra il mondo energetico e quello materiale, colui che riconosce il suo ruolo di strumento di espressione della coscienza universale, che è disposto a far accadere le cose attraverso di lui.
È questo tipo di energia con cui dobbiamo assicurarci di essere sintonizzati nel momento in cui stabiliamo intenti ed obiettivi. È questo il tipo di energia a cui dobbiamo avere accesso per portare dal campo energetico a quello della realtà materiale la nostra visione decodificandola in un linguaggio che sia efficace e condivisibile.
3.Accedere all’archetipo del mago: in pratica.
Ecco qualche spunto da cui iniziare:
-fare frequentemente cose che permettono ai due emisferi del cervello di sincronizzarsi come camminare da soli nella natura, ascoltare i suoni della natura, meditare, compiti che richiedono attenzione focalizzata, ascoltare musica barocca,
-creare l’abitudine di permettere alle intuizioni di arrivare a noi senza bloccarle processandole con la mente logica dicendoci che “non accadrà mai”, “è impossibile”, “è troppo complicato” e simili
-permettersi di pensare in grande rispetto a quello che assumiamo di poter generare, dell’impatto, dell’espansione di carriera che vogliamo costruire;
-escludiamo dal nostro dialogo interiore l’idea ossessiva del decidere a tavolino “come” ottenere quello specifico risultato e lasciamo che la vita ci mostri le occasioni allineate da poter cogliere.
Rendendo abitudine questa energia, permettendole di stabilizzarsi in noi attraverso il suo esercizio, progressivamente la visione si farà più chiara prendendo forma attraverso le nostre intuizioni, attraverso il nostro istinto, attraverso persone e situazioni che inizieremo ad attrarre che ci faranno da specchio rispetto a quello che vogliamo davvero realizzare.
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