LEADERSHIP E PROCESSI DECISIONALI: una prospettiva innovativa

Prendere decisioni è una delle competenze cruciali richieste al leader. Prendere decisioni nei momenti critici, nei punti nodali di direzione del proprio progetto creativo o della vita del gruppo che si guida è un task con cui ci si confronta su base quotidiana.

Decidere è un processo tutt’altro che facile soprattutto quando il tipo di leadership che si esercita è costruita intorno alla condivisione di messaggi rivoluzionari e innovativi che hanno il compito di destrutturare sistemi, processi e insiemi di regole consolidate per costruire nuove strade che nessuno ancora vede.

In questo articolo parleremo di:

Le problematiche con cui ci si confronta nei processi di scelta possono portare a veri e propri blocchi e manifestarsi come il perdersi nel considerare tutte le variabili relative alle varie opzioni su cui agire, o il prendere una decisione per poi pentirsene dopo un lasso di tempo limitato. Altre volte si prenderebbero decisioni istantanee basate su intuizioni che arrivano non si sa bene da dove ma ci si scontra con la credenza che bisogna essere responsabili, pazienti e ponderati. Molte volte il leader, sotto la credenza di dover essere una persona che decide con lucidità e chiarezza si ritrova a sentirsi stupido perchè si accorge di non poter fare affidamento su se stesso quando prende le decisioni: la sua capacità varia in modo drastico a seconda dell’ambiente e delle persone da cui è circondato.

In più, se si è dei leader creativi e anticonvenzionali, si aggiungono alle normali difficoltà tipiche dei processi di scelta alcuni miti e credenze collettive rispetto all’ energia creativa. Spesso a questi leader viene detto che devono seguire il proprio intuito perchè è quello che dai creativi ci si aspetta: sono più intuitivi degli altri. Molto spesso questi miti si accompagnano a dei veri e propri giudizi sull’integrità della persona adducendo che se un leader creativo non si basa sul proprio intuito, o su quello che sente quando deve prendere una decisione, allora ha sicuramente da qualche parte un trauma non meglio specificato con il proprio lato femminile creativo, appunto. A rendere la vignetta ancora più tragicomica è che quando questo leader prende decisioni estrose sulla base del proprio intuito allora “è uno fuori di testa”…

Questo spesso sfocia in sensi di colpa che coinvolgono l’intera identità, picchi di autostima che cadono rovinosamente verso il basso perchè il leader inizia a credere di non essere abbastanza in quanto la propria strategia di presa delle decisioni non corrisponde a quello che ci si aspetterebbe da un persona in quel ruolo.

CIT.

Il prendere decisioni è una tematica che va affrontata su un piano di discorso più ampio che trascende i processi di condizionamento e le mere strategie per decidere nel modo migliore. Non esiste, infatti, un unico modo per prendere le decisioni ma esiste un unico modo più giusto per quella specifica persona. Non si tratta di psicologia ma di leggi energetiche che governano l’incarnazione specifica scelta da quella persona. La strategia di presa delle decisioni è ancorata all’impronta energetica di ruolo e di specifica interazione con l’ambiente che scaturisce dalla matrice energetica con cui quella persona è nata.

Non esistono strategie preconfezionate come il prendere decisioni ponderate basate su un’esatta valutazione dei pro e dei contro, o su check list standardizzate, o su un’accurata analisi di cosa si dovrebbe fare, come farlo, cosa ci si dovrebbe aspettare.

E no…non per tutti funziona l’affidarsi al proprio sentire.

Alcuni di noi sono disegnati per funzionare on the go e prendere decisioni istintive, rapide, basate su problemi che si manifestano nel qui e ora.

Alcuni di noi sono disegnati per captare dall’ambiente dei dettagli che diventano come dei pop up che indicano la decisione da prendere.

Alcuni di noi sono disegnati per avere chiarezza dopo aver vissuto nel corpo up & down emotivi relativi alla decisione da prendere.

Altri ancora sono disegnati per fermarsi e aspettare che i visceri segnalino loro di avere energia vitale per andare in una direzione piuttosto che in un’altra.

Il problema del prendere decisioni riguarda anche l’oggetto del processo di scelta stesso. Quando si prende una decisione il processo che stabilisce la strategia più corretta ha come focus il risultato puntando a quello che si deve o dovrebbe fare.

Ma è esattamente da questo tipo di focus che scaturiscono la maggior parte dei blocchi nelle decisioni poiché si attivano in questo modo tonnellate di condizionamenti su quello che si dovrebbe essere, su quello che si dovrebbe fare, su quello che nella medesima situazione ci si aspetterebbe dal tipo di ruolo che abbiamo.

In realtà il focus per prendere decisioni efficaci in grado di portarci a quello che vogliamo dandoci soddisfazione, appagamento, libertà e realizzazione è ancorato nella scelta della direzione che vogliamo dare alla nostra energia. Il focus diventa quindi in questo senso il valutare tra le varie opzioni all’interno di quella specifica scelta, dove si sta muovendo l’energia del corpo.

Questo tipo di considerazioni riporta alla necessità per la leader di riappropriarsi di quello che nel sistema dello Human Design viene definito autorità interiore. Questa capacità va tolta dal torpore dei condizionamenti e riallenata prima di tutto attraverso il riposizionamento di abitudini di comodo che sono collegate in maniera indiretta alla capacità di decidere. Tra queste val la pena citare:

-affidarsi ad un’app per monitorare il proprio ciclo mestruale e decidere il proprio calendario di rapporti sessuali;

-aspettarsi che siano gli altri /delle procedure standardizzate a scandire il modo per nutrire si stessi (idolatrare procedure come la morning routine alle 5 del mattino o la meditazione o il journaling quando le nostre caratteristiche di base procedono invece in direzione contraria);

-raccontarsi che sono gli altri ad invadere il proprio spazio con le loro continue richieste;

-sentirsi sollevati quando qualcun altro (inclusi guru, divinità o entità di vario genere) si prendono in carico le nostre sfide- i nostri traumi- le nostre malattie;

-mettersi fretta nelle scelte quando invece si avrebbe bisogno di più tempo;

-sentirsi legittimati a prendere quella decisione che non convince quando tutti intorno fanno la stessa cosa.

Allenare la propria capacità di scelta richiede attenzione costante.

Ecco qualche spunto da testare:

  • se si è soggetti ad up & down emotivi, può essere utile temporeggiare e aspettare di sentirsi calmi;
  • se si è una persona che ha fretta di risultati subito può essere utile fermarsi solo ad ascoltare la risposta del proprio corpo a domande del tipo si/no relative alla decisione da prendere;
  • Se si è molto permeabili all’ambiente può essere utile frequentare luoghi e persone non dominate dalla paura e attivando il proprio radar per captare sincronicità rispetto alla direzione della propria decisione;
  • se si hanno spesso degli insight che arrivano dal corpo come istinti e non come pensieri può essere utile esercitarsi a dargli retta.

Tips in più: provare, sperimentare, sbagliare, correggere il tiro. La capacità di decidere è unica e specifica: va scoperta e riattivata perchè è sepolta sotto strati di condizionamento.


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