Vuoi creare innovazione con il tuo lavoro?

ECCO PERCHE’ DOVRESTI INIZIARE DALLA TUA CRESCITA PERSONALE.

Creare innovazione nel lavoro e crescita personale possono sembrare due argomenti distanti tra loro, che riguardano aspetti diversi della vita: quello del lavoro e quello della vita privata.

Siamo bombardati da imput, colorati sapientemente di retorica, rispetto al fatto che, per il nostro benessere e quello dei nostri cari, è prioritario tenere il lavoro (la nostra arte) ben distinto dalla nostra sfera personale e privata. Scenari catastrofici di persone ingrigite e avvizzite compaiono nella nostra mente se pensiamo a chi, di quella separazione, tra lavoro e vita privata, appunto, non vuole saperne. Per non parlare delle vittime che da persone egoiste quali siamo, lasceremmo sul nostro cammino verso il successo…

Se poi, ci siamo trovati direttamente a contatto con persone che hanno dedicato la loro vita alla loro arte trascurando quelli che, secondo la retorica sapientemente costruita da film e romanzi strappalacrime e su cui gli psicologi continuano a fare soldi a palate, dovrebbero essere momenti importanti per noi e la nostra crescita, il mix risulta esplosivo e a prova dei processi di condizionamento più efficaci. In modo subdolo questo ci porta ad associare, a livello puramente inconscio, la dedizione al lavoro, al nostro spazio creativo e alla funzione più elevata che l’arte dovrebbe avere, al fallimento come persone e all’isolamento dai legami di qualità e profondi con gli altri.

ATTENZIONE! Con questo non voglio giustificare quelle persone che trascorrono tutto il proprio tempo nascondendosi dietro il proprio lavoro come compensazione e finendo con l’asfaltare completamente altre parti della propria personalità e delle persone che gli vivono accanto! Voglio solo aprire un varco nell’approccio dicotomico tra il lavoro e la persona che quel lavoro lo fa e che, di certo, non può essere considerata a compartimenti stagni nella realizzazione piena di se stessa.

Un nuovo paradigma del lavoro.

Cosa voglio dire? Che la nostra arte non dovrebbe assomigliare a qualcosa di rigidamente esteriore che facciamo per portare a casa dei soldi o per placare il nostro narcisismo. Questa è la via più diretta e socialmente apprezzata per mantenere inesploso il nostro potenziale creativo e lo strumento principe che ha la società per mantenere lo status quo ad oltranza senza correre il rischio che ci sia troppa innovazione in giro elaborata da Leader creativi, anticonvenzionali e visionari che potrebbe potenzialmente provocare il collasso del sistema con le sue strutture gerarchiche.

E’ esattamente per questa ragione che, se si vuole creare innovazione, reale e non fittizia, con il lavoro mettendosi al servizio della generazione del nuovo mondo, non ci si può occupare solo di competenze, strategie e tattiche per il proprio successo.

I condizionamenti a cui siamo esposti ogni singolo giorno sono andati troppo oltre perchè si possa esserne solo coscienti ad un livello mentale per assicurarsi di procedere senza interferenze e/o autosabotaggi e creare innovazione con il lavoro.

Il lavoro che genera evoluzione per l’umanità e che porta alla creazione del nuovo mondo è un lavoro che fa dell’innovazione il suo fulcro. Ma quell’innovazione deve radicarsi in prospettive più ampie e libere da condizionamenti. Non solo. Proprio per questo, il lavoro così inteso è molto di più: è parte della nostra manifestazione come creature viventi, è uno dei modi che abbiamo di donare il nostro personale ed esclusivo contributo alla collettività.

In quest’ottica il lavoro diventa parte integrante del modo di esercitare il nostro potere di Leader creativi e anticonvenzionali contribuendo a co-creare, insieme agli altri, un Mondo Nuovo.

Se guardiamo il lavoro da questa prospettiva, la separazione tra sviluppo o crescita personale e il creare innovazione, crolla. Più cresciamo come persone individuandoci e rendendoci sempre più coscienti del talento unico che abbiamo, più possiamo metterlo al servizio degli altri contribuendo a creare il mondo che tutti aspiriamo a creare. Più cresciamo questa consapevolezza smantellando le programmazioni neuronali che abbiamo ricevuto, più possiamo, come naturale conseguenza, farla traboccare all’esterno e fare del nostro lavoro la nostra opera d’arte che ci rende orgogliosi e che dà valore alle vite delle persone che scelgono di seguirci.

Dall’esterno all’interno: un cambio di prospettiva per il successo.

Più ascolto le storie dei clienti più mi accorgo di quanto l’unico ostacolo al raggiungimento del successo e dell’innovazione che desideriamo, siamo NOI.

Ci hanno sapientemente addestrati a farci pre-occupare delle cose esteriori come pre requisito per poter creare e raggiungere la nostra audience con il nostro messaggio. Più siamo indaffarati all’esterno, aderendo a canoni standard di successo e visibilità, più ci sentiamo di successo e veniamo visti e celebrati come importanti e degni di stima. Il nostro ego si appaga, la nostra vena creativa si sopisce cadendo nell’oblio. E alla società è garantita un’altra generazione di Leader creativi e fintamente anticonvenzionali che non creerà problemi al mantenimento del suo equilibrio..

Se scegli di fermarti proprio adesso e di lavorare anche alla tua crescita come essere umano, il successo sul lavoro diventa, non un qualcosa da raggiungere in funzione di regole dettate da altri, ma una naturale conseguenza del tuo esprimerti in modo autentico, allineando chi sei, quello in cui credi e quello che fai. Da questo allineamento fiorisce l’innovazione perchè fiorisci tu come persona.

La tua crescita personale come priorità.

Quello che ho imparato nel mio personale percorso e attraverso le sfide e i moti dell’anima dei clienti, è che gli ostacoli si superano, le strategie si imparano, la tecnica e gli strumenti si affinano ma se non dai alla tua crescita personale di leader la PRIORITA’, nessuna strada si aprirà davvero nella tua vita per portarti alla realizzazione alle tue regole.

E’ qui tutta la differenza tra l’essere e il fare. Qui tutto l’impatto che puoi generare.


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